Rossese di Dolceacqua Doc |
Presentazione |
I primi documenti che testimoniano dell'esistenza della vite in Liguria risalgono all'epoca romana e si devono a Plinio il Vecchio; questa coltura conobbe poi un incremento notevole nel Medio Evo, durante cui si diffuse in ogni parte della regione, anche se, già allora, primeggiavano in qualità e quantità le zone intorno a La Spezia, le Cinque Terre e buona parte della riviera di Ponente. Oggi la viticoltura ligure si concentra prevalentemente sul crinale appenninico, in vista del mare, e occupa circa 11.000 ettari. Nella Val di Nervia, in provincia di Imperia, si produce la Doc Rossese di Dolceacqua, un vino rosso, antico e corposo, che, apprezzato sin dall'antichità, è stato valutato come uno dei migliori al mondo. |
Tipologia |
Il Rossese di Dolceacqua Doc è un vino rosso da pasto. |
Zona di produzione |
Comprende tutto il territorio dei comuni di Dolceacqua, Apricale, Baiardo, Camporosso, Castelvittorio, Isolabona, Perinaldo, Pigna, Rocchetta Nervina, San Biagio della Cima e Soldano, nonché la frazione Vallecrosia Alta, del comune di Vallecrosia, e quella di Mortola Superiore, S. Bartolomeo-Carletti, Ville, Calandri, S. Lorenzo, S. Bernardo, Sant'Antonio, Sealza, Villatella, Calvos S. Pancrazio, Torri, Verrandi e Calandria di Trucco del comune di Ventimiglia; comprende inoltre quella parte del territorio del comune di Vallebona, situata sulla riva destra del torrente Borghetto. Tutti questi comuni si trovano in provincia di Imperia. |
Descrizione |
Si ottiene esclusivamente con uve provenienti dal vitigno Rossese. |
Come si produce |
La vinificazione del Rossese di Dolceacqua Doc prevede che le uve vengano pigiate e il mosto ottenuto messo a fermentare con la vinaccia. La temperatura che raggiunge la massa provoca la 'fermentazione tumultuosa', così definita in quanto il vino sembra bollire, e consente il passaggio delle sostanze polifenoliche dalle bucce al vino, che dopo breve tempo si colora. Al termine avviene la svinatura, che permette la separazione delle bucce e dei vinaccioli dal mosto-vino. Questo viene sottoposto a travasi, necessari a separare la frazione limpida dalla feccia e a eliminare altre eventuali sostanze solide. La fase finale del processo produttivo prevede l'affinamento, l'invecchiamento, la stabilizzazione e l'imbottigliamento. |
Caratteristiche |
All'esame visivo il Rossese di Dolceacqua Doc si presenta di colore rosso rubino, granato se invecchiato. Ha odore vinoso intenso, ma delicato e caratteristico. Il sapore è morbido, aromatico e caldo. La gradazione alcolica minima è di 12 gradi. |
Riferimenti normativi |
La Doc Rossese di Dolceacqua è stata riconosciuta con DPR del 28.01.1972, pubblicato sulla GU 125 del 15.05.1972. |
Come si consuma |
Il Rossese di Dolceacqua Doc si accompagna volentieri con le carni rosse e la selvaggina. In particolare può essere abbinato al coniglio alla ligure e allo stufato di castrato all'olio d'oliva, con erbe aromatiche e pomodoro. Si serve in calici ballon, a una temperatura di 16-18°C, entro due o tre anni dalla vendemmia. |