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40 g di alcol al giorno
(mezza bottiglia) per l'uomo e 20 g per la donna fanno diminuire
di oltre il 30% il rischio di coronaropatie, e il Dott. Jackson,
un ricercatore neozelandese, ha recentemente presentato degli
studi epidemiologici che hanno dimostrato che il rischio di
infarto del miocardio e attacchi cardiaci nei consumatori abituali
diminuisce addirittura del 75% negli uomini e del 61% nelle donne
che hanno consumato nelle 24 ore precedenti bevande alcoliche.
Ciò dipende dal fatto che l'alcol fa diminuire
"l'aggregazione piastrinica" del sangue, limitando la formazione
di coaguli o trombi all'interno dei vasi sanguigni. Ma attenzione:
ciò é valido soltanto per i consumatori abituali,
perché gli effetti appena citati sono a breve termime
(24-48 ore), dopodiché in alcuni soggetti si verifica
addirittura un effetto contrario, cioé aumenta il rischio
di coaguli ematici. Da ciò si evince che bere solo nel fine
settimana o in occasione di rare occasioni fa più male che
bene.
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Nel 1993 é stata
poi scoperta la presenza, soprattutto nel vino rosso, del trans e
del cis resveratrolo, in grado di combattere l'aterosclerosi e
l'iperlipemia: questa sostanza é stata da secoli utilizzata
nella medicina tradizionale orientale. Recentissimi studi gli
attribuiscono anche la capacità di inibire i processi
tumorali. Il resveratrolo é più presente nelle uve
di media/alta collina che godono di un corretto soleggiamento e
vengono maggiormente colpite dai raggi ultravioletti. Inoltre il
resveratrolo non diminuisce significativamente nei vini sottoposti
ad una maturazione moderata nelle botti di legno.
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Studi effettuati su
gruppi di gemelli anziani dei quali solo uno di essi consumava
regolarmente 1-2 bicchieri di vino al giorno, hanno dimostrato che
quest'ultimo possedeva una miglior capacità di ragionamento
rispetto al fratello astemio o maggior bevitore: da questa
considerazione sono partiti alcuni studi volti a stabilire le
correlazioni positive tra un consumo moderato di vino e
l'insorgenza del morbo di Alzheimer.
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Le persone anziane che
hanno consumato regolarmente vino durante la loro vita, hanno una
maggiore densità ossea rispetto agli astemi e
conseguentemente presentano un rischio minore di
osteoporosi.
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I consumatori moderati
tendono ad essere meno depressi sotto l'effetto di uno stress in
rapporto agli astemi e ai forti bevitori.
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Il vino é un
antibatterico non per merito dell'alcol, ma di altre sostanze in
esso contenute. E' stato dimostrato che gli adulti non fumatori
che consumano vino regolarmente e con moderazione sono molto
più resistenti a ben 5 ceppi di virus
dell'influenza.
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Una recentissima
ricerca dell'università di Davis in California, per ora
compiuta solo su topi transgenici, ha dimostrato che il consumo
costante di bevande colorate come alcuni sidri, the e vino rosso
fanno diminuire il rischio di cancro. Ciò é dovuto
ai polifenoli (sostanze coloranti) contenute in molti frutti a
bacca rossa (ribes, fragola, mirtillo), tra i quali il meno
costoso é l'uva. Ce n'é abbastanza per ribaltare
qualsiasi pregiudizio!! Eppure nonostante tutto ciò
un'indagine effettuata dal l'Unione Italiana Vini nel 1996 presso
i medici generici, risultava che solo al 3% era chiaro che il vino
fa bene a giuste dosi, e un analogo test compiuto su 1300
insegnanti del Veneto evidenziava che solo il 18% si sentiva
preparato ad affrontare con cognizione l'argomento alcol.