LA VIGNETTA DEL BUONGUSTAIOENOTIME WINE SHOWNATURALITA' & QUALITA'SPECIALE EST EUROPAFUORICASELLOOLEUM - IL MEGLIO DALLE OLIVE ITALIANEWINE OUTSIDEAUTOCTONOBIOQUALIVINOBUONI & CATTIVI - LA SFIDAAL DI LA' DELLA TAVOLASAPORI PERDUTISALE IN ZUCCAALIMENTAZIONE CONSAPEVOLEFATTI & SFATTIDOCPIANETA UOMOIL VIAGGIATOR... GOLOSO
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Vini italiani DOCG - DOC - IGT
Enotria fu uno dei primi nomi della penisola italiana. Fu dato dagli antichi Greci, i quali consideravano il vino come un nettare degli dei e lo offrivano in premio ai vincitori dei giochi olimpici. Enotria vuol dire "terra del vino", e non è un caso che la chiamassero così: come rivelano i resti archeologici, qui si produceva vino sin dalla comparsa dell'homo italicus. Le origini enologiche italiane risalgono a diverse migliaia d'anni fa, quando i nostri progenitori - sulla scia del patriarca Noè - consumavano vino sulle palafitte padane come nelle grotte siciliane.
E già Plinio, divulgatore scientifico del I sec. d.C., censiva ai tempi suoi più d'un centinaio di varietà vitivinicole peninsulari (91 uve diverse, 50 tipi di vini pregiati, e tutta una serie di vini minori, salati, dolci, artificiali) coltivate ed apprezzate in tutto il Mediterraneo e anche più là. Di fatto, oggi, l'Italia è il primo produttore del mondo, con una quantità media annuale di 70 milioni di hl. Un primato dovuto a condizioni climatiche ideali, natura fertile dei terreni, ricchezza e varietà dei vitigni, sapienti tecniche di vinificazione ed esperienza di generazioni di vignaioli. Tutto ciò offre ai consumatori una grande scelta e contribuisce ad elevare il valore coomplessivo della produzione enologica italiana. Ma c'è di più. L'Italia, grande produttrice di vini, è anche produttrice di grandi vini, che sono valorizzati e tutelati dalle normative vigenti con l'attribuzione delle denominazioni Doc e Docg. I vini Doc (Denominazione di origine controllata) sono prodotti in aree delimitate, piccole o medie, e recano sull'etichetta il loro nome geografico.
Di solito il nome del vitigno segue la Doc, ed i vini sono immessi sul mercato soltanto dopo attente analisi chimiche e organolettiche. I vini Docg (Denominazione di origine controllata e garantita) presentano una qualità e notorietà superiore. Noti e ricercati sia in Italia che all'estero, devono essere venduti in bottiglie di capacità non superiore a 5 lt., e portano un contrassegno dello Stato che dà la garanzia dell'origine e della qualità e che consente di numerare i pezzi: la Doc assicura l'origine del vino; la Docg ne sottolinea anche il "particolare pregio qualitativo". Infine, a completare la mappa della qualità vinicola italiana, troverete in queste pagine anche l'elenco dei vini segnalati come Igt. La sigla sta per "Indicazione geografica tipica", utile al consumatore per conoscere la zona di produzione della bevanda: si tratta in sostanza di vini ottenuti da uve determinate e provenienti da territori ben definiti. Tale qualifica, comunque, non obbliga i viticoltori ad apporre altre menzioni sull'etichetta (come, ad esempio, il vitigno di provenienza), né li costringe a vincoli di produzione troppo restrittivi. Nella scala dei valori enologici, insomma, gli Igt si collocano immediatamente su un livello inferiore ai Doc e Docg, ma prima dei vini da tavola generici, anche se rientrano essi stessi nelle categorie dei vini da tavola.
DOCG - Denominazione di Origine Controllata e Garantita è stata istituita nel 1984 e viene concessa a vini già riconosciuti DOC da almeno 5 anni, rispetto ai quali hanno dei disciplinari di produzione specifici e più restrittivi. Devono possedere un particolare pregio e rinomanza nazionale ed internazionale, inoltre subiscono un controllo amministrativo, analtico ed organolettico prima della commercializzazione. DOC - Denominazione di Origine Controllata è stata istituita nel 1963, e viene concessa a prodotti di qualità con una precisa origine territoriale, sia ampia (Piemonte) che ristretta (Langhe). Posseggono un disciplinare di produzione che regolamenta tutte le fasi produttive dall'uva e al vino, inoltre subiscono un controllo amministrativo e analitico, a volte anche organolettico, prima della commercializzazione. IGT - Indicazione Geografica Tipica è stata istituita nel 1992 e viene concessa a vini identificati da un nome geografico tipico che comprende un'area generalmente ampia (Salento, Delle Venezie, Colli della Toscana Centrale). Rispetto ai DOC possiedono un disciplinare di produzione meno restrittivo, e subiscono un controllo amministrativo e analitico prima della commercializzazione. VINO DA TAVOLA Sono i meno pregiati e, in base ai dettami della nuova legge n° 164 del 1992, non possono riportare in etichetta l'annata, il vitigno e la zona di provenienza, ma unicamente il colore (bianco, rosato e rosso) e la tipologia di appartenenza (frizzante, spumante, ecc.). Non hanno disciplinari di produzione e subiscono controlli amministrativi e analitici prima della commercializzazione
La vite è una delle coltivazioni più estese della regione. Il clima e la struttura del terreno conferiscono ai vini maggiore presenza di acidità ed alcol, rendendoli oltre che riconoscibili rispetto a quelli prodotti da altre zone, più adatti all'invecchiamento. I vitigni principali dell'Abruzzo sono il Montepulciano, il Trebbiano e il Sangiovese.
docg:
doc:
igt:
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Precise fonti storiche indicano che le zone collinari dell'Appennino Lucano sono tra quelle che, per prime in Italia, hanno ospitato la vite. I vini migliori provengono dalle colline vulcaniche del maestoso massiccio del Vulture.
I vini che si producono in questa regione sono eccellenti, di notevole gradazione alcolica e sono considerati di grande interesse economico per la loro fama legata ad una antichissima tradizione enologica.
La qualità dei vini di questa regione è assai pregiata anche se la superficie riservata alla coltivazione della vite è molto limitata. La Campania quindi va considerata tra quelle regioni dove la viticoltura non è la principale risorsa agricola.
è una delle regioni piu' pianeggianti d'Italia con terreni molto fertili. Fin dai tempi più remoti si coltivava la vite e la produzione di vini rinomati ha contribuito al progresso economico e all'incremento del reddito agricolo della regione.L'Emilia Romagna produce alcuni vini particolari che si differenziano nettamente da quelli delle altre regioni italiane: i vini più tipici sono il Lambrusco, l'Albana e il Sangiovese.
La produzione di vini ha sempre avuto una notevole importanza per l'economia della regione. La vite è arrivata in Friuli, importata dall'Oriente, ancora prima che in Francia. Il vino infatti era già conosciuto dagli abitanti del Friuli quando la Gallia Transalpina ignorava la sua esistenza.
Nella storia di Roma è sempre stata presente la coltivazione della vite e i molti vini si distinguevano per la loro ottima qualità. Oggi la coltura della vite è molto estesa: dalle colline vulcaniche provengono degli eccellenti vini, mentre in pianura si producono ottime uve da tavola.
Questa regione essendo limitata a nord dalle montagne , ha una produzione vinicola molto limitata. Infatti i piccoli vigneti situati a ridosso delle montagne producono uva sufficiente al solo consumo familiare dell'agricoltore. Quindi è molto difficile trovare i vini liguri fuori dalla regione, proprio per la scarsa produzione. Nonostante la quantità limitata, l'antica fama dei vini liguri è riuscita a trovare rinomanza anche nel resto del paese.
La Lombardia è una regione prevalentemente dedita alle colture foraggere e cerealicole e quindi la viticoltura è presente in zone limitate. Vaste estensioni di vigneti si trovano vicino alle sponde del Garda e dell'Oltrepò Pavese da dove provengono molti vini pregiati.
Ottimi vini si producono in questa regione che dà alla viticoltura grande importanza. I vini rossi predominano su quelli bianchi. Eccellenti vini si producono nei versanti del Foglia, del Metauro, del Cesano e nella zona del Conero.
La produzione vinicola molisana sta notevolmente migliorando tanto che già tre dei suoi vini, il Biferno e il Pentro di Isernia, hanno ottenuto la DOC.
La celebrità vinicola del Piemonte risale ai Greci che ebbero il merito di inserire in questa regione i primi vini di qualità. Naturalmente, con i carichi di vino arrivarono ben presto anche le talee e le barbatelle necessarie alla costruzione dei primi vigneti. Da allora, l'iniziativa locale nell'ambito della produzione vinicola fu tale da rendere il Piemonte una delle regioni che meglio rappresentano l'enologia italiana.
Il settore vitivinicolo è uno dei pilastri dell'economia agricola di questa regione ed ha raggiunto in campo nazionale un posto preminente, per l'estensione dei vigneti, ma principalmente per la grande varieta' e qualità della produzione.
Tra il XV e il XVIII secolo furono importati dalla Spagna i vitigni Monica, Cannonau e Girò, insieme alle tecniche della produzione dei vini liquorosi, ma soltanto dopo il passaggio dell'Isola alla monarchia sabauda ci fu un rilancio della viticoltura. La Sardegna oggi produce degli ottimi vini sia da pasto che da dessert.
La Sicilia può vantare una tradizione vitivinicola millenaria. Infatti, esistono rappresentazioni artistiche e opere letterarie già del VII secolo che ci parlano dei vini siciliani. Nelle isole Eolie si coniavano addirittura monete con l'effigie di Efesto che offriva a Giove la coppa ricolma di vino. La produzione vitivinicola siciliana continua ancora oggi ad avere un ruolo decisivo all'interno della produzione nazionale.
La regione offre uno degli scenari paesaggistici più belli d'Italia, in particolar modo con le sue colline ammantate dai vigneti, da cui si producono ottimi vini da pasto che contribuiscono a rendere famosa l'enologia italiana nel mondo.
Il clima alpino della regione non ha impedito al Trentino di impiantare numerosi vigneti da cui si ottiene una vasta gamma di pregevoli vini sia bianchi che rossi, naturalmente gra zie alle capacità dei produttori che hanno saputo sfruttare le possibilità di questo territorio.
Le ampie vallate e i colli verdi rappresentano una vera ricchezza per la produzione vitivinicola umbra, che conosce antiche tradizioni, ma che dagli ultimi trenta anni, grazie all'innovazione dei suoi impianti, può vantare una serie di ottimi vini bianchi e rossi.
Nello scenario paesaggistico della regione i vigneti costituiscono un elemento preminente. La vitivinicoltura valdostana, anche se quantitativamente non rilevante, possiede comunque un ruolo importante nell'attività economica e sociale della regione.
La varietà climatica del Veneto non ha impedito che si impiantassero dei vigneti in alcune zone della regione e sulle rive del Garda; ciò è stato possibile soprattutto grazie alla passione dei produttori che hanno saputo sfruttare intelligentemente le risorse loro offerte da questo tipo di terra.
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