Il tempo non si
ferma e il vino è vivo come la vita. Si evolve seguendo i ritmi
naturali del cambiamento. Il vino vive della sensibilità dei produttori
e del gusto ed entrambe queste sensazioni si evolvono come la moda, l'arte
e qualunque atto creativo.
La natura non fa il vino, è l'uomo che lo crea; la natura fa sì
che l'uva marcisca e diventi seme, l'uomo interviene e fa il vino, ma
deve essere sempre presente, dalla ricerca clonale alla vinificazione,
dall'utilizzazione del vitigno che più si confà alla sua
concezione culturale e alle imposizioni ovvie delle leggi del mercato.
Fino a poco tempo fa, per assecondare quello che veniva definito gusto
internazionale, i produttori italiani per competere sullo scenario internazionale
hanno impiantato i vitigni internazionali più prestigiosi, ottenendo
risultati lusinghieri che hanno retto il confronto qualitativo con le
produzioni di molti altri paesi.
Oggi è in atto una riflessione importante e molte aziende stanno
facendo vini egregi partendo dai vitigni di casa propria, quelli che a
buon diritto la storia ampelografica ha fatto entrare nella tradizione.
Tutto questo non risponde esclusivamente alla necessità di riposizionare
l'immagine del vino italiano, ma soprattutto all'obiettivo di affermare
la vera identità della realtà vitivinicola della penisola.
È importante che i produttori nel loro impegno sappiano progettare
la loro diversità e, se possibile, la propria unicità, cercando
di andare ad occupare nell'immaginario dell'attento consumismo moderno
spazi particolari ed esclusivi. L'idea del semplice, del sano, dell'autentico
si accompagna a quella di una raffinata sapienza e si oppone alla omogeneizzazione
degli odori, dei sapori e dei saperi multicolorati e ambigui dei persuasori
occulti o dichiarati.
Il lusso enologico, come quello gastronomico, si sottrae quasi sempre
alla "informazione fotocopiata". Il lusso e la rarità
di una scelta sono spesso riservati al taccuino della ricerca che affranca
la voglia di conoscere partendo sì dai consigli delle guide, ma
sapendo soprattutto abdicare ad esse per annotare in autonomia le proprie
emozioni e il forte soggettivo edonismo. È questo il modo di soddisfare
con più gusto il desiderio di conoscere e degustare un buon vino.
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informazioni curiose e l'indicazione di alcuni tra i produttori più
rappresentativi. Buona lettura! |