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Sempre più
sovente, di fronte ai temi dell'alimentazione, ci comportiamo come
dei giocolieri, dove i diversi cibi vengono agguantati ed ingurgitati
più con movimenti meccanici ed abitudinari che con razionalità,
conoscenza e rispetto per il nostro corpo. D'altronde siamo costantemente
alle prese con indicazioni e controindcazioni circa un determinato
cibo o una particolare cottura, inoltre capita spesso che lo stesso
ingrediente decantato da un'autorevole fonte venga demolito dall'altra
altrettanto autorevole. Come fare per orientarsi nei meandri della
sana alimentazione?
iIn questa rubrica
quindicinale offriremo alcune informazioni utili e "scientificamente
corrette" sull'alimentazione consapevole, avvalendoci delle ultime
e più aggiornate "linee guida per un sana alimentazione
italiana" proposte dall'Istituto Nazionale di Ricerca per gli
Alimenti (INRA).
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| Pubblicato:
06 Settembre 2005 |
Che
cos'è la sicurezza alimentare?
Un tema di stretta attualità spesso dibattuto troppo e non sempre applicato
Ospite d'onore
in molti convegni, obiettivo prioritario delle aziende alimentari, richiesta
a gran voce dai consumatori, la sicurezza alimentare, quest'araba fenice del
terzo millennio, che cos'è?
Consultando il dizionario si apprende che la sicurezza è una condizione
oggettiva esente da pericolo o, più semplicemente, sicuro è
ciò che non suscita preoccupazione. Trasposto in termini alimentari
si potrebbe affermare che sicurezza alimentare significa garantire al consumatore
tutte le condizioni che gli consentono di alimentarsi senza preoccupazione.
Un concetto semplice in teoria ma che nella realtà operativa si traduce
in tecniche, metodiche, controlli e procedure molto complesse che vanno applicate
a tutto il processo di produzione di un alimento.
Ma dove
nasce la necessità di tanta sicurezza? Certamente i ben noti episodi
di BSE (mucca pazza) e polli alla diossina hanno contribuito a creare un forte
disagio nell'opinione pubblica; un disagio confermato da un'accresciuta e
corale richiesta di maggiori garanzie e controlli della fliera agroalimentare.
Ma, è nella politica agricola comunitaria degli ultimi trent' anni
che vanno ricercate le cause che, nel tempo, hanno contribuito ad un abbassamento
generalizzato qualità degli alimenti e, conseguentemente, del loro
livello di sicurezza .
Già eccedentaria e caratterizzata da un produttivismo esasperato, l'agricoltura
europea ha per molti anni privilegiato la quantità a discapito della
qualità, ricorrendo in un'esasperata ricerca del profitto, ad un uso
indiscriminato della chimica e allo sfruttamento intensivo e poco attento
del territorio e degli animali. E gli effetti non si sono fatti attendere:
iniziata nel 1986 con lo scandalo del vino al metanolo, questa lunga crisi
alimentare si arricchisce quasi ogni anno di un nuovo capitolo.
Ma proprio
come il settore vitivinicolo ha saputo risorgere dalle sue ceneri e riproporre
al mercato prodotti di elevata qualità e sicurezza, oggi si chiede
al settore agro-alimentare lo stesso sforzo. Uno sforzo che già si
ravvisa nei molti operatori che hanno scelto di produrre riducendo l'impiego
della chimica, rinunciando alle biotecnologie e avendo cura del benessere
degli animali e dell'ambiente. La sicurezza alimentare, quindi, non si traduce
nel semplice rispetto delle normative, sia pure complesse ed estese, ma consiste
piuttosto nell'offrire al consumatore ulteriori e virtuose garanzie che gli
consentano di alimentarsi, davvero, senza senza preoccupazione; di offrire
un prodotto in cui l'equilibrio finale fra qualità, sapore e prezzo,
sia la risultante di un processo produttivo condotto nel rispetto della salute
e dell'ambiente.
Il percorso
che conduce alla sicurezza alimentare è perciò lungo e complesso
e presuppone la partecipazione attiva di tutti gli attori della filiera alimentare,
consumatore compreso. Disorientato dal processo di globalizzazione nel settore
alimentare che standardizza gusti e sapori, spesso il consumatore non sembra
più in grado di riconoscere la qualità. Solo un cittadino correttamente
informato, in grado di destreggiarsi tra produzioni tipiche, DOP, IGP , agricoltura
biologica e lotta integrata, ovvero in grado di apprezzare e comprendere la
valenza produttiva e culturale dei prodotti di qualità, potrà
scegliere liberamente come alimentarsi.
Lucia
Moreschi
responsabile del settore Sicurezza Alimentare di Legambiente