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"Fatti & Sfatti" accende i riflettori sugli argomenti più scottanti, attuali e curiosi del mondo dell'enogastronomia.
Una rubrica graffiante, a volte polemica, ma sempre propositiva, con lo scopo di costruire e non di demolire.
Uno spazio dove vengono trattati anche argomenti dei quali solitamente non si ha il coraggio di parlare.
Un pezzo scritto con uno stile agile, a volte dievertente e dissacrante, che lo renderà facimente consultabile anche ai numerosi lettori non addetti ai lavori.
Buon divertimento!
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Proprio un vino del
cacch....ione!!
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Per
entrare in argomento.....
Ricordate
quella battuta decisamente scurrile relativa alla signora Melavo Domenica
maritata in Piazza? Questo mese un caso simile ma di stampo enoico,
un caso a metà tra l'esilarante e il paradossale su un nuovo
vino DOC laziale chiamato Cacchione. Anche in questo casi l'associazione
tra il nome del vino e il nome di alcuni dei suoi produttori lascia
quanto meno perplessi circa il buon gusto dell'operazione.
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Io sono
uno che ritaglio e conservo praticamente tutto quello che viene scritto su
cibi e vini, anche tante cose che in sé valgono poco, convinto, come
Fabrizio De Andrè che ''dal letame nascono i fiori e dai diamanti non
nasce niente''.
Sotto le feste di Natale e Capodanno è il trionfo dell'ovvio (e della
marchetta), ma tra tante sciocchezze non mancano alcune perle. Una è
racchiusa in un'intervista fatta da Luca Zanini a Fulvio Pierangelini pubblicata
sul Corriere della Sera del 19 dicembre. Il titolare del famoso Ristorante
Gambero Rosso di San Vincenzo sulla costa maremmana, un anti-divo, ha detto:
''Noi addetti ai lavori ci crediamo dei padreterni, mentre dovremmo ritrovare
l'umiltà del mestiere. Anche per conquistare quegli italiani che per
cultura e per reddito potrebbero permettersi un grande ristorante eppure continuano
a snobbarci''.
Verissimo. Le cause sono molteplici, una è racchiusa nel provincialismo
italiano, nella faciloneria con cui affrontiamo il mercato con i nostri prodotti,
nella volgarità di certi atteggiamenti. Io credo che sia difficile
superare quanto accaduto a novembre a Nettuno in provincia di Roma. In questo
comune che fu una culla del baseball, il 7 novembre hanno presentato una nuova
Doc, una nuova denominazione per dare dignità e visibilità oltre
i confini comunali al vino bianco locale. Che Nettuno non sia Cormons o Gavi,
per citare due affermati bianchi di Friuli e Piemonte, lo sanno per primi
gli amministratori e i produttori del paese laziale, ma in quale considerazione
possiamo tenerli quando si fanno in quattro per il Cacchione?
Io non so a Nettuno, ma in tante lande d'Italia sono certo che se pronunci
la parola cacchione nessuno pensa a ''un vino bianco dal sapore asprigno ma
molto gradevole'', come riportato in un'agenzia Ansa dell'8 novembre. Io stesso,
se mi dessero del cacchione non me ne vanterei tanto al bar con gli amici....
Perché
si debba chiamare così un vino devo ancora capirlo!! Uno potrebbe farmi
notare che è un'uva a bacca bianca tipica del Lazio, in particolare
dei Castelli Romani. Esatto, però è solo un sinonimo del nome
corretto, Bellone. A parte il fatto che qualsiasi donna preferirebbe, almeno
a livello di meno peggio e giusto per un fine settimana, un bellone a un cacchione,
se si sceglie la variante per battezzare una nuova Doc è perché
si cerca pubblicità giocando sul significato da caserma del termine
prescelto. L'uva Bellone infatti, ha almeno altri sei sinonimi dai quali potenzialmente
attingere: Pampanero, Bellobuono, Uva pane, Zinnavacca, Arciprete e Pacioccone.
Io avrei votato per Pacioccone, attira le coccole, Arciprete è troppo
importante per un vino che immagino plebeo, Uva pane sa di bontà, non
male pure questo. Invece vai con il Cacchione, celebrato due mesi fa dal Comune
laziale e dal Club Amici di Nettuno con la manifestazione ''Cacchione: doc,
naturalmente'', presentata da Maria Giovanna Elmi, la bionda nonnina dello
schermo tivù.
Le note di
agenzia ci dicono che hanno partecipato attrici e modelle, pronte a sfilare
con abiti d'alta moda, che l'incontro conviviale è stato a base di
pesce, che non è mancato il contributo dell'Associazione Italiana Sommelier
e che l'enologo Giuseppe Gamboni, colui che ha seguito l'iter per arrivare
alla Doc, ha illustrato le particolarità del bianco, immagino in particolare
quello delle quattro cantine presenti con i loro prodotti. I loro nomi? Verdiana
Scopone (perfetta...), Bacco, Casa della Divina Provvidenza (sono curioso
di sapere come lo presentano in catalogo, il Cacchione della Div...?) e Della
Millia.
Durante la serata hanno parlato il sindaco, l'assessore alle attività
produttive e personaggi vari. Con modelle e attrici, non sono mancati un deputato
all'europarlamento, un senatore e un calciatore della Roma. Tutti a far festa
al Cacchione.
Come si
chiama quel gioco lanciato dal presidente di Genoa e Como Prezioni? Il gioco
del ca... cchione? Mah, non ricordo.
Paolo Marchi
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