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"Fatti &
Sfatti" accende i riflettori sugli argomenti più scottanti,
attuali e curiosi del mondo dell'enogastronomia. Una rubrica graffiante,
a volte polemica, ma sempre propositiva, con lo scopo di costruire e
non di demolire. Uno spazio dove vengono trattati anche argomenti dei
quali solitamente non si ha il coraggio di parlare. Un pezzo scritto
con uno stile agile, a volte divertente e dissacrante, che lo renderà
facimente consultabile anche ai numerosi lettori non addetti ai lavori.
Buon divertimento!
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Pubblicato il 5 Luglio 2005
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Bufera sul portale Oltrepopavese.it per la polemica sulle fascette
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Per
entrare in argomento.....
Il portale oltrepopavese.it nella bufera della polemica sulle fascette ha deciso di interrompere la pubblicazione degli articoli pro e contro, che dava voce ad entrambe i pensieri ed invitava i produttori ed i lettori ad esprimere liberamente le proprie opinioni. Accuse, minacce e pressioni ricevute hanno indotto la redazione di quel portale al silenzio stampa. |
Si possono dare le dimissioni da tutto, ma c'è una cosa da cui non ci si può dimettere mai, ed è la professione di padre. Si può essere padri severi oppure liberali, padri con la testa sulle spalle oppure sciagurati, ma padri comunque lo si è a vita. Di riffa o di raffa. Da padri non ci si può dimettere, neanche volendo. Il padre è come un arco ed i figli sono come le frecce. Una volta lanciate non sempre si può prevedere dove cadono, si può solo sperare di averle lanciate bene, ma non sempre lo si potrà poi sapere con certezza. La cosa si ripete da millenni e per millenni si ripeterà.
Per tutto il resto, la scelta di dimettersi è cosa più che normale. Anzi, in cuor mio ho sempre augurato ponti d'oro a chi si dimette, chissà che non vada a migliorare davvero la propria situazione spezzando le proprie catene. Ma quando lo fanno dei giornalisti, chissà perchè sento sempre puzza di bruciato.
Ho letto sul portale www.oltrepopavese.it tutta la polemica sulle fascette che il Consorzio oggi diretto da Carlo Alberto Panont vorrebbe imporre ai vini DOC del nuovo corso, cioè conformi a quel disciplinare che ormai tutti chiamano "piramide" di Panont. Questo portale, diretto da Patrizio Chiesa, ha ospitato per mesi tutti i pareri, pro e contro, sulla questione, fino a proporre anche un sondaggio fra i lettori. La cosa ha suscitato molto interesse fra i lettori, che sono aumentati, con un dibattito vivacissimo che assomigliava alla prima fermentazione del vino, che come sapete è piuttosto tumultuosa.
Tanto per rimanere in tema vino mi sarei aspettato una seconda fermentazione, quella tranquilla, quindi una maturazione e poi l'affinamento, come si conviene appunto ai vini migliori. Invece no. Nisba. A fine Giugno sulla loro home page è comparso un brevissimo editoriale, che ovviamente vi riporto subito nel testo integrale.
"In questi ultimi mesi il Portale Oltrepopavese.it ha tentato di fare un'informazione corretta, indipendente e imparziale, vista l'annosa questione partita da Broni e arrivata sino a Roma. Questa indipendenza, che probabilmente non è stata capita, ci porta a prendere la decisione di non riportare più nessuna notizia né tanto meno pubblicare nuovi articoli da qualsiasi parte essi provengano. Sino a questo punto ci era sembrato di riuscire ad essere al di sopra delle parti pubblicando ogni riga e parola della questione fascette, dando voce ad entrambi i pensieri, invitando i produttori ad esprimere liberamente le proprie opinioni.
Si sono creati due schieramenti diametralmente opposti che hanno iniziato una guerra ormai arrivata ad una diatriba più che personale. In questa situazione, ora più che mai, la redazione del Portale Oltrepopavese.it non ci sta più a questo gioco al massacro. Ci hanno accusato di essere di parte, sotto ogni forma abbiamo ricevuto pressioni, per non dire minacce di vario tipo, da entrambe le parti, ora se volete rimanere informati leggetevi i quotidiani (locali). Vogliamo ribadire che noi non siamo mai stati strumentalizzati da nessuno, non abbiamo nessun interesse economico e politico nel portare avanti le ragioni di una o dell'altra parte.
Se sino ad oggi il Portale ha rivendicato la propria indipendenza pubblicando opinioni da parte di chiunque, da oggi conserva la sua indipendenza rimanendo in silenzio. D'ora in poi faremo come tutti gli altri che per motivi di interessi personali stanno assistendo a questa guerra senza metterci la propria faccia, attendendo di salire sul carro dei vincitori. Un ultimo consiglio, ricordate che la verità sta sempre nel mezzo".
Autocensura, dunque. Vere e proprie dimissioni. Questi onesti ed indipendenti giornalisti oltrepadani ne hanno passate davvero di tutti i colori. Alle minacce ed alle pressioni denunciate nel brevissimo ma chiarissimo editoriale, chi di noi lettori non ha la memoria troppo corta può facilmente intuire che sarebbero seguite le aggressioni e le querele, costosissime secondo le procedure civili e penali vigenti, alla faccia della libertà di stampa.
Perfino Luigi Veronelli le subì agli inizi della sua professione. Se fosse ancora vivo non avrebbe avuto alcun dubbio e sono più che certo che avrebbe preso in mano la sua autorevole penna per schierarsi dalla loro parte. Possibile che nel mondo del vino del terzo millennio si possa ancora aver timore di rendere un emerito servizio di pubblica informazione e si sia costretti a decidere di passare al silenzio?
Molti anni fa ho avuto il piacere di correggere le bozze anche degli articoli di Indro Montanelli quando stampava il suo giornale alla SAME di Milano. Sebbene fossi politicamente dalla parte opposta mi sono sempre impegnato al massimo per non far passare il benchè minimo errore di stampa nei suoi articoli, anzi mi sono spesso sinceramente divertito in anteprima per il suo modo di scrivere intelligente, acuto, critico, che metteva in bella forma una sostanza che pochi giornalisti allora possedevano: il pensiero assolutamente libero ed un carattere davvero indomito.
Eravamo in quattro o cinque a correggere le varie bozze nella stessa stanza, ma quello a cui capitava l'articolo di Indro ogni tanto interrompeva il lavoro degli altri per leggere ad alta voce una sua frase, una sua battuta, una sua fustigata al malcostume, perchè sapeva fulminare come pochi e parlava alle intelligenze, quindi veniva accolto con immediata e sincera simpatia. Un maledetto giorno lo gambizzarono, gli spararono cioè alle gambe, mentre si recava al lavoro. Altri tempi, direte. Ma che differenza di sostanza c'è con quello che è capitato ai colleghi di Oltrepopavese.it? Gambizzati senza pietà anche senza usare la P38.
Un mondo del vino come quello dell'Oltrepò Pavese di oggi che permette cose del genere non è certo un modello. L'editoriale di Oltrepopavese.it finisce con un consiglio che è tutto un programma: "ricordate che la verità sta sempre nel mezzo".
Verissimo. Nel mezzo dove ci sono vignaioli che fanno fatica a zappare a mano terreni molto scoscesi, che rischiano da sempre il ribaltamento dei trattori, che all'alba vanno a faticare anche con la febbre, che pregano Iddio di non far grandinare per non dover levare il pane dalla bocca dei propri figli dopo un anno intero di sacrifici quotidiani, perfino la Domenica quando tutti riposano, o tutte le altre feste quando gli altri fanno i ponti e loro invece devono fare le gallerie, con un occhio alle cambiali in scadenza e l'altro occhio alla qualità del vino. Una vita grama specie per chi lavora nel rispetto della tradizione e non segue le facili mode del vino di sicuro successo.
Ecco, proprio queste donne e questi uomini dell'Oltrepò Pavese oggi hanno una voce in meno al loro fianco. Hanno vinto un'altra volta quelli che sanno gridare più forte, i soliti (pre)potenti.
Non so quanto possa cambiare la situazione la mia indiscussa solidarietà personale e quella degli altri colleghi della redazione di Enotime. Non so quanto possa influire sulla decisione di Patrizio Chiesa, ma un consiglio glielo darei volentieri da questo piccolo spazio che mi è concesso: fai conto di essere un padre...
Mario Crosta